Running e inquinamento: correre tra lo smog cittadino fa male?

Correre in città grandi, colpite da smog e inquinamento, ha davvero dei benefici? E come dobbiamo comportarci per non incorrere in rischi per la nostra salute?

 

 

Correre è una delle attività sportive più in voga negli ultimi tempi. Oltre ad essere estremamente economico, perché non richiede alcun abbonamento in palestra ma solo un paio di buone scarpe da corsa e del tempo libero, permette di stare all’aria aperta, giovando quindi dei benefici tipici del contatto con la natura.  Quali benefici? Lo abbiamo chiesto ad Ario Ruprecht, Indoor/Outdoor Air Quality Consultant.

L’esempio delle Olimpiadi di Atene e Pechino

L’esposizione alle polveri sottili ed agli altri inquinanti ambientali determina un aumento del rischio respiratorio, cardiovascolare e oncologico, ci ha spiegato il dottor Ruprecht. Un esempio lo abbiamo avuto durante le Olimpiadi del 2004 di Atene e a quelle di Pechino del 2008, entrambe città con alti tassi di inquinamento. I corridori hanno mostrato difficoltà respiratorie e un deficit delle loro prestazioni.

Correre fa bene alla salute: meno se fatto in una città inquinata

Ma se si abita in città e ci si vuole comunque allenare, è importante seguire alcuni accorgimenti, scegliendo orari in cui il traffico non è elevato e luoghi idonei. “In estate è consigliabile evitare esercizi aerobici nelle ore pomeridiane. E’ proprio quello il momento in cui le concentrazioni dell’ozono sono ai livelli massimi. Tanti runner corrono prima che venga buio, per sfruttare le ore più fresche del pomeriggio. Per non trovare troppo smog meglio farlo invece al mattino presto. In ogni stagione il percorso migliore è comunque quello all’interno del parco, lasciando perdere i sentieri più esterni o la corsa in città, come si vede spesso fare.

Le precauzioni da prendere per correre in città: la mascherina

Un consiglio utile per correre in città è quello di indossare delle mascherine: “Sono scomode da portare perché devono essere tenute ben strette e aderenti al viso per evitare infiltrazioni laterali”, spiega Ruprecht. “Negli studi che ho svolto con il mio team abbiamo rilevato coefficienti di abbattimento delle polveri sottili  di oltre il 99 %. Si tratta di mascherine di tipo professionale FFP1-3, quelle con la valvolina, disponibili online o anche nei negozi specializzati: sono molto efficaci”.

Esco o no? Come scoprire se la città è troppo inquinata

“Questo è un punto dolente”, racconta Ruprecht, “sono disponibili in rete i dati in tempo reale, cioè aggiornati mediamente ogni due ore, in quasi tutta Europa a eccezione dell’Italia che li presenta su base giornaliera e naturalmente quelli del giorno o di due giorni prima. Ci si può connettere al sito Air Pollution in the World: basta inserire la propria città e si ottengono i valori aggiornati a due giorni prima. Tuttavia le tecnologie si evolvono e stanno diventando disponibili analizzatori  a basso costo. Con 200/300 euro si acquistano strumenti, anche portatili, che mostrano i livelli di inquinamento, temperatura ed umidità, collegati alla posizione geografica su smartphone, grazie all’installazione di un’app. Sono utili per chi corre in città per effettuare delle prove e scegliere di conseguenza i percorsi”.

 

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By |2018-06-05T00:00:54+00:005 giugno 2018|