Acqua da bere: come sceglierla?

Come scegliere l’acqua che beviamo quotidianamente? Ecco qualche consiglio, con l’intervento di Lyda Bottino, farmacista con master internazionale in “Nutrizione e Dietetica”, specialista dell’equipe medica del Dott. Luca Speciani ed oggi anche specialista Focus on You.

 

Che sia indispensabile per la nostra salute, e per la vita in generale, lo sappiamo. Ci raccomandano sempre di bere almeno due litri di acqua al giorno, ma è importante anche capire quale tipologia di acqua sia più corretto bere. Sì, perché svolge moltissime funzioni, oltre alla necessaria e quotidiana idratazione: facilita la digestione, il lavoro dell’intestino e l’assorbimento degli elementi nutritivi dei cibi che assumiamo, regola la temperatura del nostro corpo, fa lavorare i reni e tiene in salute l’apparato urinario.

Impariamo a leggere le etichette

Ogni volta che andiamo al supermercato a fare la spesa siamo distratti da prezzi e offerte e può capitare di non porre la giusta attenzione all’etichetta delle bottiglie che scegliamo di acquistare. È invece importantissimo farlo perché le acque in commercio non sono tutte uguali e contengono sali minerali di tipo diverso. La scelta dunque non passa solo dal gusto, ma anche dalla qualità e dalle esigenze che si hanno.
Per legge, è vietato attuare trattamenti chimici che vadano ad alterare la composizione naturale dell’acqua, che deve essere priva di inquinanti, pura a livello batteriologico per poi essere imbottigliata così come sgorga dalla sua sorgente. Con l’aggiunta, eventualmente, dell’anidride carbonica per rendere l’acqua gassata.
Come distinguere un’acqua minerale da un’altra? In base alla fonte da cui proviene e ai sali minerali che porta con sé nel suo percorso prima di emergere in superficie. Sicuramente avrete sentito parlare di residuo fisso: è proprio il valore che indica quanti sali minerali si depositano quando un litro d’acqua si fa evaporare a 180°C.

La classificazione delle acque in base al residuo fisso

Esistono acque di vario genere tra le quali scegliere in base alle proprie necessità. Se il residuo fisso è sotto al valore di 50mg/l, l’acqua viene definita minimamente mineralizzata e vengono consigliate a chi soffre di calcoli renali, ha bisogno di favorire la diuresi e ha problemi di pressione alta. Le acque oligominerali invece sono quelle adatte alla tavola e all’uso quotidiano. Hanno un residuo fisso inferiore a 500 mg/l e poco sodio. Le acque minerali hanno un residuo che va dai 500 ai 1000 mg/l.

L’acqua adatta agli sportivi

Se siete tipi sportivi, dopo una sessione di allenamento avrete necessità di idratarvi e reintegrare i sali minerali persi con la sudorazione. Scegliete quindi un’acqua di tipo minerale. Lo stesso vale per chi ha bisogno di migliorare la digestione.
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By |2018-10-18T23:30:27+00:0018 ottobre 2018|