Con la scarpa giusta ti alleni meglio!

Sbagliare modello interferisce con la performance della corsa, e di certo procura dolori e fastidi a piedi e articolazioni. I consigli dell’esperto Nike

Vetrine di scarpe da running bellissime, coloratissime, avveniristiche. Vorresti comprarle tutte, ma non sai da dove partire. Hai mai pensato che anche una scarpa comoda per eccellenza, come quella da ginnastica, può essere scomoda (per te)? Prima di fare un acquisto sbagliato, leggi la nostra guida. Noi di Focus On You abbiamo fatto chiesto un po’ di consigli all’esperto di scarpe da running Nike.

Il primo suggerimento è evitare il fai da te e affidarsi a personale specializzato che sappia consigliare. E soprattutto, provare le scarpe ad entrambi i piedi e camminare.

Quali sono i parametri con cui scegliere la scarpa da running?

Forma del piede, appoggio, peso corporeo e forma fisica.

La forma del piede

Prima di acquistare la tua scarpa, informa il personale del negozio sul fatto se hai la pianta stretta o larga, il piede tendenzialmente piatto o cavo o – come accade nella maggior parte dei casi – con un arco normale, cioè con un’incurvatura né troppo piatta né troppo concava. In questo modo, egli saprà orientarti verso i modelli più indicati, che a grandi linee si dividono in: scarpe stabili per piedi piatti, scarpe ammortizzate per piedi cavi o con arco normale.

L’appoggio del piede

È quel parametro che indica se tendi a camminare portando i piedi verso l’interno o verso l’esterno. Si definiscono “pronatori” coloro che, quando camminano, appoggiano i piedi per prima con la parte interna; sono detti “supinatori”, invece, coloro che poggiano per prima la parte esterna del tallone. Immagina come la forza dell’appoggio del piede risulti amplificata nella corsa: scegliere la scarpa adatta diventa pertanto fondamentale per non farsi male a calcagni, legamenti e articolazioni.

Come capire se si è pronatore o supinatore?

Guardare il lato di consunzione delle scarpe da passeggio non basta, poiché hanno una struttura diversa rispetto a quelle da running. E poi è considerato normale consumare le scarpe principalmente nella parte esterna del tallone, non a caso la categoria di “appoggi neutri” è associata ai lievi supinatori.

La cosa migliore è fare una prova in negozio sul tapis roulant indossando una scarpa da running in neutro: in questo modo il personale specializzato è in grado di verificare in diretta il grado di appoggio del piede durante la camminata.

Una volta scoperta la propria “categoria”, qual è la scarpa più adatta?

Un pronatore (appoggio interno) ha bisogno di scarpe stabili, non troppo leggere e che abbiano al loro interno suole a doppia densità che sostengano il piede. Un supinatore (appoggio esterno) corre meglio, invece, con una scarpa più leggera, con suole morbide e che abbia un buon sistema di ammortizzazione. In genere, questo modello è indicato anche per chi ha un appoggio neutro che, lo ricordiamo, tende comunque a correre verso l’esterno.

Peso corporeo e forma fisica

Il peso e il livello di allenamento indirizzeranno le scelte di acquisto del runner: più si è allenati più si potrà propendere verso una scarpa più performante, cioè capace di essere reattiva. Con questi termini si intendono quelle scarpe – di solito leggere – che “rispondono” più velocemente ai movimenti durante la corsa. Un grado di allenamento inferiore, invece, si troverà meglio con una scarpa più ammortizzata e che protegga o supporti meglio il piede.

Come deve essere la sensazione a riposo?

Indossando in negozio le scarpe nuove, si deve avere una sensazione di comodità, come se fossero un tutt’uno con i piedi. Il modello giusto deve andare aderente al piede ma senza procurare alcun senso di costrizione né sulla pianta né sulla punta. Per questo motivo, il personale verifica che la misura sia corretta inserendo un dito nel retro della scarpa: se non c’è troppo “gioco”, la calzata è perfetta! Ovviamente solo dopo aver cambiato le calze da passeggio: niente di più sbagliato che acquistare un nuovo paio di scarpe da running con i collant o con i calzettoni da uomo.

Da non trascurare è anche la “sensazione psicologica”: se non sei convinto e avverti poca ammortizzazione o troppa pesantezza o al contrario troppa leggerezza, cambia modello!

Quando cambiare le scarpe da running?

In genere dopo 6-700 km di corsa, ma questi parametri variano in base al peso e al terreno su corri. Cambia la scarpa se la suola è consumata al punto da non riconoscere più “l’impronta” originaria e se la gomma si è levigata. Controlla il livello di ammortizzazione, effettuando un salto. E non arrivare mai al punto che una scarpa logorata ti procuri dolori alle articolazioni e ai legamenti delle gambe o alla schiena.

 

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By | 2018-05-08T11:36:58+00:00 5 marzo 2018|