Record per l’Italia del nuoto

L’Italia del nuoto si supera con vittorie straordinarie. Ed è subito record di medaglie: 4 ori, 6 argenti e 5 bronzi

E’ stata la miglior Italia di sempre. Nella disciplina sportiva più basica e completa, il nuoto azzurro brilla ai Mondiali di Gwangju in Corea del Sud, raggiungendo il sesto posto nel medagliere per paesi: mai piazzamento è stato così importante.

Ed è subito record per gli Azzurri. Prima di qualsiasi riflessione di tipo sportivo, agonistico ma anche filosofico, occorre ringraziare tutti i protagonisti del podio. Ma anche tutti quelli che, pur non avendocela fatta ad ottenere i tre gradini più alti, hanno comunque migliorato le proprie prestazioni. Grazie a tutti i campioni che si sono riconfermati tali, ma anche ai tanti giovanissimi outsider.

Il medagliere degli azzurri

E un grazie a un’eterna fuoriclasse come Federica Pellegrini, al Settebello più bello della Pallanuoto mondiale, a un inaspettato Paltrinieri negli 800 stile libero, e a una straordinaria Simona Quadarella nei 1500 stile libero.

Non è solo oro quel che luccica. Importantissimi anche i titoli argento e bronzo. Ha commosso la medaglia d’argento della 14enne Benedetta Pilato nei 50 metri rana, ma anche la staffetta mista sui 5 Km e Rachele Bruni sui 10 km. Per non parlare del doppio argento nel sincro Flamini-Minisini, e per il team delle 10 sincronette azzurre nella nuovissima specialità Highlight Routine. E ancora Simona Quadrella negli 800 stile libero.

Bronzo per Gregorio Paltrinieri nei 1500 stile libero, per il livornese Gabrielle Detti nel 400 stile libero che ha annientato anche il record italiano e per Carraro nei 100 rana. Ancora bronzo per Rachele Bruni e per Occhipinti che conquista la preziosa medaglia nella 25 chilometri.

Vincere nel nuoto

Insomma tantissimi titoli e successi anche per gli atleti che, pur non essendo saliti sul podio, hanno conseguito ottime postazioni e migliorato i propri record personali.

Grande soddisfazione, anche perché primeggiare in uno sport come il nuoto non è da tutti.

“E’ un po’ come vincere le gare top di atletica leggera, i 100 e i 200 metri piani. Prestazioni atletiche pure e semplici, quasi antropologicamente ataviche, che mettono al centro una preparazione fisica ottimale, un coordinamento di movimenti impeccabile e tanta motivazione, quindi la testa innanzitutto. Ricordiamo infatti che si vince o si perde per centesimi di secondo. E che le prestazioni con il passare dei decenni migliorano sempre più. Sarebbe curioso approfondire se esiste davvero un limite”, precisa Sergio Mastore, medico dello sport.

Quelle gare insomma che quando si vincono fanno più notizia di tante altre perché sono la specialità regina di un comparto sportivo e che mettono le basi per future scuole di campioni.

Un po’ come è già successo all’Italia del calcio: con le vittorie dei titoli mondiali del 1934 e del 1938 la nostra Nazionale aveva messo le basi per diventare da subito una testa di serie. Così anche nella scherma: fioretto, spada, singolo o a squadre siamo una delle compagini più temute al mondo, grazie alla scuola e alla tradizione che vivono alle spalle dei nostri schermitori.

Quindi forza ragazzi, continuate a farci sognare!

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By |2019-08-29T04:02:14+00:0029 agosto 2019|