Dai primi passi ai corsi di nuoto, senza tralasciare l’approccio ludico e i mille giochi da svolgere in acqua. Ecco come i più piccoli imparano, stando bene e divertendosi

 

La tradizione sportiva ci porta a considerare il nuoto come lo sport completo per eccellenza e quindi il più adatto ai bambini. Ma è veramente così? Ne abbiamo parlato con Ada Musi, consigliera della regione Lombardia FIN – Federazione Italiana Nuoto – e Paolo Pichi, esperto della categoria Young di Focus On You. I pro superano ampiamente i rischi, anche se ci sono dei piccoli accorgimenti da tenere sempre in considerazione.

“È utile prendere contatto con l’acqua il prima possibile”. Parola di Ada Musi che ha sottolineato la naturalità del processo, visto che i bimbi sono in acqua già nella pancia della mamma. “A 7-8 mesi si comincia insieme a un genitore, favorendo ovviamente l’approccio dolce. Poi, verso i 4-5 anni, si preferisce l’approccio ludico e didattico”.

L’importanza dell’approccio ludico

“I corsi con i giochi aiutano moltissimo se svolti con cognizione di causa. I piccolissimi devono essere accompagnati sempre da mamma o papà, ma è fondamentale seguire l’insegnante. Si possono sviluppare mille idee in acqua: per esempio, riportare il giocattolo a galla o farlo passare sotto un ponte. In alternativa? Apparecchiare la tavola oppure rappresentare e raccontare le favole. L’ambientamento deve essere lento e graduale. Non bisogna pretendere, l’importante è stare bene”.

Quali sono i rischi in acqua?

“Non bisogna mai lasciare i bambini con i galleggianti, soprattutto al mare che è molto diverso dalla piscina. Ci sono le onde alte, non ha un muretto che lo chiude ed è uno spazio infinito: il bambino può spaventarsi. Un altro aspetto importante riguarda i genitori che non devono mai sostituirsi all’istruttore. E poi, diciamo no agli occhialini: li sconsiglio, i bambini devono imparare a guardare nell’acqua senza perdere la sensibilità e la percezione dell’ambiente”.

Capitolo alimentare: gli errori più comuni 

“La prima regola? Mai entrare in acqua dopo aver mangiato pesante, vale al mare ma anche in piscina. Spesso i genitori offrono ai figli la cioccolata delle macchinette cinque minuti prima della lezione. Sbagliatissimo! E non è corretto neanche mangiare immediatamente dopo l’attività fisica. Se si pratica il nuoto nel pomeriggio, a pranzo sarebbe buona abitudine limitare i grassi. Il top? Pasta al pomodoro e carne”.

Quando un istruttore diventa speciale? 

“L’empatia con i bambini è fondamentale, se gli insegnanti riescono a creare un rapporto solido, possono farli nuotare anche al contrario. È una cosa che dico sempre ai miei istruttori. E poi, vanno rispettate le loro esigenze, dopo la scuola sono stanchi, hanno bisogno di stare bene. In breve un buon istruttore deve essere empatico e autorevole, mai autoritario perché i bambini lo percepiscono. Solo così riuscirà a far progredire gli allievi”.

Dai consigli pratici al benessere fisico e psicologico, visto che il nuoto è uno sport in grado di promuovere lo sviluppo dei bambini fin dai primi mesi di vita. Paolo Pichi, esperto della categoria Young di focusonyou.it, ci ha raccontato nei dettagli tutti i vantaggi di un’attività fisica considerata tra le migliori.

Scegliere il nuoto: i benefici

“Stiamo parlando di uno sport utile per sviluppare la coordinazione, irrobustire l’apparato muscolo-scheletrico e mantenere efficiente l’apparato cardiocircolatorio. Facendo lavorare i muscoli senza sforzi eccessivi, aiuta a migliorare la postura e a rendere più elastica la colonna vertebrale. Nei bimbi, sviluppa anche la concentrazione e il ritmo dei movimenti. Naturalmente, gli allievi dei corsi devono apprendere la tecnica corretta per poter eseguire movimenti simmetrici che evitino inutili pressioni muscolari”.

Ecco cosa un genitore deve sapere

“Particolare attenzione dovrà essere prestata dai genitori a tutte le problematiche legate all’igiene e alle infezioni del condotto uditivo, ossia le otiti. E poi, il mio personale consiglio: bisogna rivolgersi a centri natatori che si avvalgono delle prestazioni di istruttori qualificati FIN”.

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