Per dimagrire meglio sport aerobici o di potenza?

C’è chi consiglia nuoto e jogging, chi crossfit e pesi. Per dimagrire ci vuole un allenamento personalizzato che preveda entrambi, come spiega il nostro esperto Luca Speciani

Spesso ci si chiede se per dimagrire siano più adatti gli sport aerobici (camminata veloce, corsa, bicicletta, nuoto ecc.) oppure quelli di potenza (crossfit, pesi e via dicendo). Ognuno dice la sua ed esistono false credenze in merito. Vediamo di fare chiarezza. «Innazitutto, definiamo il lavoro aerobico e quello di potenza», spiega il nostro esperto Luca Speciani. «Il primo si svolge a bassa intensità per un periodo prolungato. Il secondo prevede brevi tratti ad alta intensità intervallati da brevi pause di recupero. Gli sport aerobici sono insostituibili per il consumo del grasso superfluo. L’esercizio a lunga durata e bassa intensità consente infatti un consumo di grassi elevato».

Si dimagrisce anche nelle ore successive allo sport

«Un lavoro aerobico troppo lento o troppo breve estende i suoi effetti bruciagrassi a un paio d’ore successive all’esercizio. Un lavoro ad alta intensità, anche se non si consumano lipidi mentre viene svolto, può indurre un elevato consumo di grassi anche nelle 24 ore successive. Ciò favorisce il dimagrimento molto più che nel primo caso», dice Speciani. Per semplificare, si può affermare che alternare la pratica di sport aerobici e lavori ad alta intensità sia la scelta migliore se si vuole dimagrire. Bisogna seguire qualche accorgimento: «L’attività aerobica non deve essere troppo breve, mentre quella di potenza non deve essere così pesante da provocare danni osteoarticolari».

L’allenamento ad hoc per dimagrire

L’esercizio fisico va sempre personalizzato. «A tutti va raccomandata la gradualità nello sforzo, che va valutata e programmata caso per caso, e nei carichi. Un obeso cardiopatico, per esempio, non potrà effettuare un lavoro ad alta intensità; a una persona che soffre di anoressia non si potrà consigliare un lavoro aerobico prolungato», continua Speciani. «In tutti i casi, un valido recupero (che è quello che consente i progressi) deve portare alla naturale supercompensazione, che gradualmente migliora lo stato di forma».
Per supercompensazione, si intende la condizione fisica (migliorata) da cui si parte dopo un allenamento efficace. L’allenamento porta inizialmente a un peggioramento della prestazione e poi, grazie all’adattamento dell’organismo, a un nuovo punto di partenza superiore a quello pre allenamento. «Carichi esagerati per età, sesso, esperienza, possono fare più danni che benefici», conclude l’esperto. «Si dice: “Ogni volta che un neofita si mette a fare sport, un fisioterapista si sveglia nella savana e sa che presto dovrà intervenire…”. Tutto questo si può evitare seguendo i consigli tecnici di chi sia titolato a farlo».

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By |2018-10-31T05:15:19+00:0031 ottobre 2018|