Gardening come terapia

Di cosa si tratta e perché fa bene. Il giardinaggio a scopo semi-terapeutico è un universo da scoprire. Allontana i pensieri negativi e avvia alla rinascita. Corsi divertenti e originali.

 

Mai sentito parlare di gardening? E di healing gardening? E’ il giardinaggio non solo come hobby, ma che fa bene prima di tutto a noi stessi. Perché coltivando le piante, coltiviamo le nostre emozioni e ritroviamo forza e consapevolezza.

“E’una sorta di pratica semi-terapeutica che anch’io, da medico psicoterapeuta, metto regolarmente  in pratica per liberarmi dal carico emotivo del mio mestiere e per ritrovare pacatezza, rilassamento”, dice la dottoressa Elisabetta Franciosi.

Il verde e l’interesse per il green stanno finalmente divenendo un pensiero centrale del nostro stile di vita e coltivare, far crescere piante e fiori che prima erano germogli, non può che migliorare il nostro benessere. Essendo inoltre una pratica essenzialmente manuale e non cerebrale, aiuta a distaccarsi per una manciata di minuti dalla realtà e a a vedere tutto con più distacco e obiettività. Del resto da quanti secoli anche i giardini più antichi raccontano la vita  dei loro creatori o dei loro padroni?

Ecco che fare giardinaggio diventa una rigenerazione sotto tutti i punti di vista perché prendersi cura di uno spazio grande o piccolo, o prendersi cura anche di una sola pianta allontana i pensieri negativi, risveglia dalla passività e contrasta la depressione. Effetti positivi che si decuplicano se si affronta il lavoro in grandi giardini e all’aria aperta. Con conseguenze benefiche anche a livello fisico: migliora il peso e la forma (praticare giardinaggio hard si consumano anche 500 calorie all’ora), ma anche il diabete e il sistema cardiocircolatorio.

Qualche corso speciale? Ce ne sono a volontà

Praticare giardinaggio è come fare un’attività fisica moderata, e secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale Salute) promuove il benessere in generale. Il 46 per cento di italiani coltiva piante e fiori a casa o possiede un orto, e 9 italiani su 10 hanno dichiarato che vivere e operare nel verde avvertono un grande beneficio anti-stress. Con il vantaggiose è un hobby che permette molto di variare. Se le idee scarseggiano, ecco qualche corso particolare da non perdere.

Passione Bonsai

Bonsai, un universo tutto da scoprire. Per professionisti e amatori, Crespi Bonsai, uno dei più grandi centri mondiali, ha istituito da ormai 20 anni l’Università del Bonsai con un programma didattico completo di tre anni e un corpo docenti di qualità. Tutto sotto la guida degli esperti del vivaio Crespi e del maestro giapponese Nobuyuki Kaiiwara. Disponibili anche i corsi brevi, corsi per bambini e workshop personalizzati.

Kodekama, un’arte jap

Il Kodekama è un’arte giapponese molto antica e significa: creare piccoli giardini in angoli sospesi per migliorare l’aria che respiriamo. Ma soprattutto per creareun angolo green nella nostra casa. La parola Kokedama significa palla o perla di muschio e deriva da Koke. Infatti, la piantina verde avvolta o contenuta in una palla può diventare un elemento decorativo appoggiandola semplicemente su una superficie o legandola sospesa nell’aria.

Divenendo una piccola opera d’arte verde, dal design orientale che si sposa bene con ogni stile e ben si inserisce in qualsiasi contesto ambientale. Tutti coloro che amano le piante possono realizzare un Kokedama. Per esempio al Centro Verde di Caravaggio suggeriscono di cimentarsi in un terrario in barattolo.

Cosa significa? Significa creare un minimondo sottoterra, un piccolo ecosistema sottovetro, una piccola creazione verde che diventa un grazioso elemento d’arredo. Secondo gli esperti del centro verde, cure e manutenzione sono semplici perché ridotte al minimo.

By |2019-06-12T12:12:40+00:0012 giugno 2019|