Frutta ipercalorica: sì o no?

La frutta ipercalorica come fichi, cachi, uva e frutta secca abbonda sulle nostre tavole delle feste. Ecco come gustarla al meglio senza danni per la linea

 

La frutta che riempie le nostre tavole in inverno è considerata ipercalorica.

In realtà la frutta fresca (compresi i cachi, i fichi, l’uva, le banane e per l’estate i cocomeri e i meloni) non si può considerare “pericolosa” per la salute e la linea, grazie all’alto contenuto in acqua e fibra.

Lo zucchero della frutta ipercalorica è in prevalenza fruttosio, e il carico glicemico effettivo è sempre molto limitato.

Un frutto, infatti, è sempre costituito da più del 90% di acqua (talvolta, come nel caso del cocomero, dal 99%), e nella frazione  non acquosa sono presenti anche fibra, vitamine, minerali, antiossidanti.

La frutta fresca è ricca di acqua biologica, vitamine, minerali ed è importante per mantenere la salute e la forma fisica, in quanto per nulla ingrassante.

Il contenuto di zuccheri introdotto nell’organismo è quindi davvero limitato.

A salvare la linea è anche la sensazione di sazietà data dalla masticazione del frutto intero.

Per tutti questi motivi, la frutta fresca è la benvenuta sulla tavola in tutte le stagioni, in quantità libera e in qualunque momento della giornata.

Frutta essiccata: attenzione all’etichetta e alla quantità

Nel periodo delle feste, sulla nostra tavola abbondano anche frutta essiccata e frutta secca.

La frutta essiccata o disidratata (tipo prugne secche, albicocche secche, fichi secchi) è frutta fresca che è stata privata dell’acqua per allungare la sua conservabilità.

È un processo molto antico, un tempo la frutta veniva essiccata al sole. Alcuni produttori, fortunatamente, lavorano ancora così.

La frutta disidratata è un concentrato delle proprietà delle frutta di partenza.

Bisogna stare però attenti nel momento dell’acquisto. Molte aziende usano anidride solforosa come conservante e zucchero per renderla ancora più dolce, soprattutto se la frutta di partenza non era di ottima qualità.

Bisogna leggere gli ingredienti in etichetta, osservare bene il colore (le albicocche disidratate senza conservanti saranno di colore marrone e non arancione) e scegliere prodotti bio.

Essendo un concentrato degli zuccheri della frutta, la frutta essiccata non si può mangiare liberamente. Meglio abbinarla ai pasti o ancora meglio utilizzarla a colazione o come spuntino prima o dopo un’attività fisica intensa.

Sì alla frutta secca (o meglio semi oleosi), ricca di proteine

Noci, nocciole, mandorle, pistacchi, anacardi e via dicendo sono erroneamente chiamati “frutta secca”, mentre in realtà non si tratta di frutta, ma di semi.

Il nome corretto è semi oleosi.

Sono alimenti preziosi che contengono vitamine, minerali, proteine vegetali e grassi polinsaturi (omega 3 e omega 6) dalle proprietà antiossidanti.

I semi oleosi sono ideali da scegliere come parte proteica della colazione, ma anche del pranzo e della cena. Si possono, ad esempio, aggiungere a una pasta integrale o a un’insalata, non solo per insaporirla ma soprattutto per renderla più salutare.

By |2019-01-02T01:59:13+00:002 gennaio 2019|