Activity tracker: servono a tenersi in forma?

“Quanti passi avrò fatto oggi?”: basta aprire una app sul cellulare, o dare un’occhiata all’activity tracker da polso. Quattro modelli a confronto

 

I device per monitorare l’attività fisica effettuata e le calorie bruciate fanno ormai parte della nostra vita quotidiana.

Nei telefoni cellulari spesso si trovano applicazioni pre-installate che misurano i parametri di base dei movimenti giornalieri: passi, distanza percorsa, calorie consumate.

In commercio esistono activity tracker di tutti i generi e tipi e, anche chi vuole spendere davvero poco, può trovare un modello adatto alle proprie esigenze.

Gli activity tracker aiutano a tenersi in forma?

Tenere traccia di tutto, serve davvero per stare in forma e perdere peso? Alcune ricerche dicono di no.

Secondo i risultati di uno studio condotto dall’Università di Pittsburgh e pubblicato sul Journal of the American Medical Association, l’utilizzo di un activity tracker, anche se associato a un regime alimentare sano, non aiuta a dimagrire.

Per lo studio – il più lungo mai effettuato nel settore – sono stati reclutati 471 giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, con indice di massa corporea che li definiva in sovrappeso oppure obesi.

I ricercatori hanno misurato la percentuale di massa grassa, la massa magra, la densità delle ossa e la salute cardiovascolare dei giovani.

I giovani dovevano seguire una dieta e un programma di esercizio fisico via via più intenso.

Dopo un certo periodo, sono stati divisi in due gruppi: uno che ha continuato a seguire le stesse regole e un altro che ha affidato la registrazione dell’attività fisica effettuata a un fitness tracker.

La perdita di peso è stata consistente per i componenti di entrambi i gruppi. Ma dopo 12 mesi, il gruppo senza fitness tracker aveva perso più peso (5,9 kg di media contro i 3,5 kg).
Un risultato che si è confermato anche dopo 18 e 24 mesi.

Un risultato che deve spingere a essere «più consapevoli dei possibili errori dei dispositivi, soprattutto se si utilizzano per regolarsi in relazione alle abitudini alimentari», ha dichiarato la coordinatrice della ricerca.

Il buon senso spinge a una sola conclusione: gli activity tracker sono utili solo se vengono utilizzati al meglio, come supporto all’impegno e alla costanza sia nell’attività fisica sia a tavola.

Come si sceglie un activity tracker?

Tra gli elementi da non sottovalutare, oltre alle caratteristiche di misurazione, ci sono il quadrante e la luminosità dello schermo, che devono consentire di controllare tutte le informazioni in modo pratico e veloce sia alla luce del sole che quando fa buio.

In base a ciò di cui si ha bisogno, si devono prendere in considerazioni funzioni supplementari come il GPS, il cardio frequenzimetro, il microfono e lo speaker integrati, per rispondere al telefono anche mentre ci si sta allenando.

Anche conoscere l’autonomia della batteria è importante: un buon activity tracker non dovrebbe scaricarsi prima di arrivare a fine giornata.

Last but not least, il design, la vestibilità, la forma, la dimensione e il colore. E, vale sempre, il rapporto qualità/prezzo.

Qualche consiglio per gli acquisti:

Garmin vívosmart 4

La quarta versione di Garmin vívosmart punta tutto sulla qualità della vita.

Oltre alle funzionalità base (contapassi, calorie bruciate, distanza percorsa, monitoraggio del sonno),  vívosmart 4 rileva automaticamente il tipo di attività che si sta svolgendo, come ad esempio camminare, correre, salire le scale.

Il sensore Pulse Ox consente di analizzare la qualità del sonno notturno in ogni sua fase, mentre la nuova funzione Body Battery™ fornisce un’indicazione sulla riserva energetica del corpo in un preciso momento, così da poter decidere se iniziare un allenamento o invece riposare.

Per calcolare le calorie bruciate, vìvosmart si basa sui battiti cardiaci e sulla VO2max, che misura anche il livello di forma fisica.

Questo activity tracker prevede anche le Smart Notification grazie alle quali è possibile ricevere, dal proprio smartphone compatibile, avvisi di SMS, chiamate, e-mail.

Suunto 3 Fitness

Monitora lo sforzo fisico quotidiano e i tempi di recupero, aiuta a mantenere un sano equilibrio tra attività e riposo e crea un programma di allenamento di sette giorni, con durata e intensità ottimali per ciascun esercizio al fine di migliorare lo stato di forma fisica.

Dopo un paio di esercizi, l’orologio valuta il livello di forma fisica e fornisce indicazioni in base ad esso e allo storico degli allenamenti.

Suunto 3 Fitness tiene un registro delle attività e dei periodi di riposo, oltre a monitorare velocità, distanza e percorsi.

L’activity tracker della Suunto utilizza la cadenza al polso per la misurazione di velocità e distanza di camminata e corsa, attività che quindi possono essere monitorate con precisione anche in ambienti chiusi.

L’orologio conteggia automaticamente i passi effettuati e le calorie bruciate giornalmente. La batteria dura 5 giorni.

Samsung Gear Sport 3

Resistente all’acqua fino 5 atmosfere, GPS (rilevamento tracciato in fase corsa), barometro e altimetro, microfono ma non speaker. Il Samsung Gear, non nuovissimo sul mercato ma tra i più amati dal pubblico, ha un’ottima visibilità a luce diretta.

Sport – tra cui anche il nuoto – e attività fisica, velocità, distanza, calorie bruciate, accesso ai brani musicali anche tramite Spotify, si gestiscono tramite smartwatch.

Questo activity tracker ha 3 giorni di autonomia e si ricarica in poco meno di 3 ore.

Fitbit Charge 2

Non ha il GPS integrato ma utilizza quello dello smartphone. Il Fitbit Charge 2 ha programmi di allenamento per ogni preferenza: esercizio a corpo libero, yoga, bicicletta, corsa, tapis roulant, ellittica e sollevamento pesi.

L’aspetto è simile a quello di una smartband, e questo lo rende ancora più pratico: la pressione del tasto laterale per alcuni secondi avvia la rilevazione dei dati, tap sul display e si visualizzano passi, calorie, tempo trascorso e heart rate. Questo Fitbit monitora il sonno rilevando il battito cardiaco, e include sveglia e cronometro.

L’app trasforma lo smartphone in un centro di controllo e statistica, utile per mantenersi in forma inserendo dati specifici sull’alimentazione come acqua bevuta, calorie ingerite tramite scan per codice a barre e, non ultima, la possibilità d’interfacciarsi con altri apparati Fitbit.

By |2019-01-22T16:19:10+00:0022 gennaio 2019|