I benefici psicofisici dell’aromaterapia

Gli aromi e i profumi non sono solo piacevoli da annusare, ma possono essere utilizzati anche per la cura di lievi disturbi psicofisici. Ne abbiamo parlato con l’esperto

 

Provate a chiudere gli occhi e a immaginare un profumo: c’è chi ricorderà la fragranza del pane appena sfornato, chi quello dell’acqua di colonia che indossava la nonna, chi quello dell’erba appena tagliata dal papà…

I profumi fanno parte della nostra storia personale, nel bene e nel male. Ma non solo, sin dall’antichità, sfruttando le proprietà delle piante e delle erbe, possono essere utilizzati per la cura e il benessere psico-fisico.

Ne sa qualcosa Jacques Kazadi, esperto in aromaterapia e titolare de “Il bistrot del profumo” a Milano. Anche la sua storia come professionista affonda le radici nell’infanzia: “L’amore per la natura mi è stato trasmesso da mio nonno, che in Congo usava il potere delle piante e delle erbe per curare le persone.

Dopo la laurea in Politiche Sociali all’Università di Pavia e un Master in Management Sanitario presso l’Università Bocconi di Milano, ho voluto approfondire le mie conoscenze in materia di essenze e di odori. Così ho scelto la Francia, paese all’avanguardia nel settore dell’aromaterapia e ho conseguito diversi diplomi”.

Cos’è l’aromaterapia?

“L’aromaterapia è un trattamento naturale utile al benessere fisico, mentale e psicologico che sfrutta il potere benefico degli oli essenziali. Utilizzata fin dai tempi degli Egizi e dei Romani, oggi è molto diffusa in Inghilterra e in Francia (dove il suo utilizzo è regolamentato da normative chiare), ma negli ultimi anni è in espansione anche negli altri Paesi industrializzati per le sue doti terapeutiche.

Nella pratica, l’aromaterapia utilizza a scopi curativi gli estratti aromatici di piante e fiori, che contengono tutte le proprietà e le caratteristiche della pianta dalla quale provengono. Gli oli essenziali sono ottenuti dalla distillazione a vapore d’acqua dell’organo produttore della pianta e rappresentano, dunque, la sua “quintessenza”. Essi hanno effetti naturali molto potenti, biochimicamente identificati dalla cromatografia”.

Qual è la differenza tra aromaterapia e olfattoterapia?

“L’aromaterapia utilizza la parte biochimica della pianta per dare sollievo al malessere, mentre l’olfattoterapia, metodo studiato da Gilles Fournil, sfrutta la parte energetica per aiutare la persona a superare dei traumi sedimentati nell’inconscio.

Facendo annusare alcuni profumi, la vibrazione olfattiva penetra nell’organismo e l’informazione che porta viene letta dal cervello limbico, sede di emozioni e istinti. Questo effetto permette di correggere comportamenti negativi legati, per esempio, a traumi passati e di riconnettere l’individuo alla sua parte più profonda.

Oltre al superamento dei traumi a livello psicologico, l’olfattoterapia è indicata anche per chi desidera facilitare la liberazione da alcune dipendenze, come fumo, alcool, zuccheri…”.

Come si svolge una seduta di aromaterapia o di olfattoterapia?

“Dopo un colloquio preventivo per capire il problema, vi sono delle sedute individuali in cui si somministrano gli oli essenziali o li si fanno odorare per rievocare i ricordi.

Esistono 3 vie di somministrazione: quella olfattiva, da me molto utilizzata in quanto ha immediata efficacia e crea meno problemi; quella cutanea, legata ai massaggi e quella orale, che è meglio evitare poiché più pericolosa. Gli oli essenziali infatti sono molto potenti e se non ben conosciuti, possono creare dei danni anche irreversibili”.

Cosa si può curare con l’aromaterapia?

“Diffidate da chi vi dice che si può curare tutto con l’aromaterapia: la medicina tradizionale resta l’unica valida strada. L’aromaterapia è un ottimo supporto per dare sollievo in caso di patologie o disturbi lievi, come dolori muscolari, raffreddori, mal di gola, insonnia, psoriasi, malattie psicosomatiche, lesioni e tagli non profondi.

A ogni malanno il suo rimedio naturale

Abbiamo chiesto a Jacques Kazadi di indicarci una cura aromaterapica per i principali disturbi che possono colpirci. “Una raccomandazione: mai applicare direttamente sulla cute in purezza gli oli essenziali, vanno sempre diluiti con un olio vegetale, che può essere di sesamo, d’oliva, di avocado, di jojoba, di lino… E soprattutto rifornitevi sempre da rivenditori esperti e autorizzati oppure in erboristeria e in farmacia”. Ecco i suoi suggerimenti.

– Influenze e cambio di stagione: “Per prevenire influenze o quel senso di malinconia che colpisce a ogni cambio di stagione, consiglio di assumere l’olio di Ravintsara: basta diluirne poche gocce nell’olio di sesamo e massaggiarlo sulla schiena e sul petto”.

– Insonnia: “Basta una goccia di olio essenziale di lavanda spruzzata sul cuscino o sul fazzoletto oppure diffuso nell’ambiente mezz’ora prima di coricarsi per favorire il sonno profondo”.

– Iperattività infantile: “Se vostro figlio si mostra iperattivo e non riesce a prendere sonno facilmente, basta diluire una goccia di olio essenziale di mandarino, unito alla lavanda fine, in 40 gocce di olio vegetale e diffondere l’essenza nella cameretta. Mai però utilizzare gli oli essenziali con i bambini al di sotto dei 5 anni”.

– Ansia: “In vista di un esame universitario, consiglio sempre di annusare dell’olio essenziale di alloro, di arancio o di lavanda: tranquillizzano. Se si è molto stressati, invece, è indicato il petitgrain: una goccia sul polso da annusare con respiri profondi funziona.

In caso di ansia da prestazione sessuale, infine, va fatta una distinzione: agli uomini raccomando il legno di Siam e lo zenzero, mentre alle donne l’ylang ylang. Un massaggio di questi oli essenziali sulla schiena mezz’ora prima aiuta a ritrovare la serenità mentale e fisica”.

Per maggiori informazioni: Jacques Kazadi del Bistrot del Profumo

By |2018-09-26T01:44:23+00:0026 settembre 2018|