Piccoli sciatori crescono: come, quando e perché

Giocare con gli sci ai piedi? Si può. Anzi, spesso il segreto per intraprendere la strada dell’agonismo è racchiuso in un modo specifico di approcciare allo sport: imparare divertendosi. Ecco la testimonianza di chi ha fatto della propria passione per la neve un vero e proprio stile di vita

Il maestro Simon Utini

 

Nello sport, così come nella vita, l’imprinting – ossia quel processo veloce di apprendimento o, in una forma più romantica, quel “feeling speciale” per qualcuno o qualcosa – fa sempre la differenza. C’è chi lo percepisce per una racchetta da tennis, chi per un pallone e un campo verde, chi per il suono degli sci sulla neve. Una disciplina particolarmente felice nel panorama sportivo italiano degli ultimi giorni, visti i risultati nella Coppa del Mondo di sci alpino. Sofia Goggia, dopo il podio storico sulla Franz Klammer di Bad Kleinkirchheim (insieme a Federica Brignone e Nadia Fanchini), ha vinto ancora a Cortina, conquistando il secondo successo di fila in discesa libera. Simbolo dello sci contemporaneo, la bergamasca ha iniziato a prendere confidenza con la neve a 3 anni.

E’ quella l’età giusta? E poi, quanto influisce lo stile dell’insegnante nel processo di apprendimento? Lo abbiamo chiesto a Simon Utini, 30 anni, maestro di sci (all’Alpe di Siusi, ma non solo ) che di quel “imparare divertendosi” ne ha fatto un hashtag e una filosofia di vita.

 

Qual è l’età giusta per iniziare a sciare?

«In realtà, questo è un aspetto molto soggettivo che varia in base alle abilità motorie individuali. In media, il periodo ideale per iniziare a sciare è quello che va dai 3 anni in su. Anche i bambini di 2 anni e mezzo possono “giocare” con gli sci, magari soltanto per un’ora al giorno. Crescendo, le ore che si possono dedicare a questo sport aumentano, anche perché i bambini quando si divertono perdono totalmente la cognizione del tempo».

Come cambiano le lezioni e il metodo di insegnamento in base all’età?

«Le lezioni cambiano sempre, così come il modo che utilizzo per relazionarmi con loro. Con i più piccoli, uso un certo tipo di linguaggio che può variare anche in base al carattere del bambino che ho davanti. Il mio obiettivo è farli giocare e divertire: solo così possono imparare senza accorgersene. Ci sono tanti giochi simpatici da fare sulla neve. Ad esempio, se ho un gruppo di bambini, per fargli portare le mani avanti gli dico: “Bambini, guidiamo insieme la macchina di papà”. Oppure, giochiamo a palla avvelenata, a rubabandiera o ad attenti al lupo: anche senza sci o con uno soltanto. Se ho un solo bambino, divento il suo “amichetto”: cerco molto il contatto, ci parlo e ci conosciamo. L’imprinting conta parecchio! Poi gioco con lui, gli lancio una palla e me la faccio ridare, invitandolo a fare un piccolo salto: così impara a flettere le gambe. Oppure, gli metto delle noccioline tra la tibia e lo scarpone: “Se le schiacci tutte, a fine lezione le mangiamo insieme”. Il trucco? Spinge con la tibia, si porta in avanti e impara ad avere la centralità sugli sci».

 

 

 

Il consiglio: lezioni individuali o di gruppo?

«Rispondo con una premessa: durante le lezioni individuali, i bambini imparano più in fretta. Io però consiglio quelle di gruppo per i più piccolini: si divertono, sono a loro agio e sono stimolati dalla competizione e dal confronto. Anche questo è un modo per crescere ».

Il vademecum del piccolo sciatore

«E’ fondamentale il casco, obbligatorio fino a 14 anni, ma importantissimo anche dopo. Una tuta da sci calda, la calzamaglia e una maglia termica sono l’essenziale. Poi, non bisogna dimenticare i calzini da sci che sono diversi da quelli ordinari: hanno un’imbottitura sul malleolo e sulla punta. I guanti? Per i bambini, quelli con le manopole, sicuramente più caldi».

“Mamma, papà, voglio imparare ad andare sullo snowboard…”

«Sarebbe meglio imparare ad andare prima sugli sci per una questione puramente fisica: si assume una posizione più naturale, i piedi sono liberi e il movimento risulta più facile. Dopo aver imparato a dominare gli sci, sarà più semplice rapportarsi anche con lo snowboard».

Insomma, predisposizione naturale e imprinting a parte, anche i giochi, i metodi di insegnamento e il confronto con gli altri sono aspetti che fanno innamorare i bambini degli sport invernali e della neve. O almeno, sono in grado di non fargli prendere uno spavento alla prima caduta. E poi – agonismo e non, piccoli campioni e campionissimi – è risaputo quanto la montagna faccia bene alla salute. “Ho scoperto la mia passione per colpa di mille allergie che mi hanno obbligato ad andare in montagna, dove all’età di tre anni ho ricominciato a vivere”. Parola di Maestro Simon.

Vuoi saperne di più?

Dopo più di 20 anni di competizioni sugli sci con traguardi inaspettati (entrando a far parte, a 18 anni delle Forze Armate, e vincendo per 2 anni consecutivi i Campionati italiani in GS) Simon Utini è Maestro di Sci Alpino e Allenatore STF II Livello. Simon Utini aspetta grandi e piccini nel fantastico scenario delle Dolomiti, contattatelo! Per ulteriori info: https://www.simonutini.it/.

 

By |2018-05-08T17:27:09+00:0025 gennaio 2018|